Cos’è, e perché abbiamo aderito.
L’etica ricerca ciò che è giusto o sbagliato. E’ un’attività umana in cui si impegnano tutti, spontaneamente e senza bisogno di essere invitati. Ci si sono cimentati grandi e piccoli pensatori. Sono stati scritti migliaia di testi e qualche capolavoro.
L’etica però nasconde una trappola, grossa come una casa, ma spesso ignorata. Il risultato della sua analisi è fortemente influenzato dal punto di osservazione. Un po’ come una lente, l’analisi etica, anche se corretta, ci permette di osservare solo un pezzo di realtà alla volta. Chi guarda le stelle con un telescopio, non può contemporaneamente osservare i propri piedi. E’ solo una curiosa coincidenza che Baruch Spinoza (che di etica se ne intendeva) si guadagnasse da vivere tornendo lenti.
Pertanto, il ragionamento etico di qualità, deve passare da due fasi. 1) L’analisi del reale osservato; 2) La consapevolezza che la propria osservazione è parziale. Gli uomini però non amano i limiti, e questa seconda fase spesso viene ignorata. Il mancato riconoscimento di questo limite crea problemi. Faccio solo due esempi per far capire che l’errore è più comune di quel che si possa pensare: “La nostra nazione è la più grande”, “Il mio Dio è l’unico Dio”.
Spiegato questo meccanismo possiamo zoomare sul nostro mondo, e su Eticamente. L’iniziativa è un’analisi della realtà del mercato dell’ottica, fatta dal punto di osservazione dell’ottico indipendente. Eticamente è la voce del titolare dell’insegna di famiglia che osserva i cambiamenti di mercato e rimette in discussione il proprio ruolo, anche in rapporto con gli altri operatori. E’ un’iniziativa intelligente, che si tiene saggiamente lontano dal cercare degli universali etici. Il punto non è tracciare una linea di demarcazione tra buoni e cattivi. Quello che anima l’associazione è la voglia di riconoscersi nei nuovi contesti. Essere imprenditori è anche questo: comprendere bene il gioco fatale dell’adattamento, stare a quel gioco, esporsi alla fatica di cambiare tutte le volte necessarie, fare delle valutazioni a volte scomode, non mollare.
Eticamente non è resistenza al cambiamento, basata magari su qualche puerile rievocazione del passato. Al contrario, l’associazione rivaluta, ripensa, il ruolo dell’ottico indipendente proprio nel contesto presente e futuro. Questo rende l’idea innovativa e ambiziosa, ed a questo sono legate le iniziative che saranno messe in campo dall’associazione. Non si può non provare grandissimo rispetto per chi affronta la sfida di adattarsi al mercato senza diluire o perdere contatto con i propri valori professionali. Tra catene, bottegoni, multinazionali e colossi del web, la grande innovazione di Eticamente consiste nel ritrovarsi attorno alle proprie radici culturali (quelle della professionalità e della creazione di valore) e nel trovare le soluzioni per farle coesistere con il futuro. E’ questo il punto.
Stefano Castellani